C’è aria di polemica in questi giorni in Italia a causa del rilascio dell’applicazione Immuni. L’app Immuni è stata lanciata il 15 giugno e ha destato sospetti in merito alle autorizzazioni da fornire, ci si chiede se rispetti o meno la privacy dell’utente.

Questa app è stata creata per creare una rete che aiuti a combattere l’epidemia di COVID-19. L’app utilizza la tecnologia Bluetooth Low Energy (senza raccogliere dati sull’identità o la posizione dell’utente) per avvertire gli utenti che hanno avuto un’esposizione a rischio, anche nel caso in cui siano asintomatici.

I dati raccolti sono gestiti dal Ministero della Salute su server che si trovano in Italia, non registrano nome, cognome, numero di telefono, indirizzo email, identità e movimenti. Immuni non è in grado di sapere dove si vada o con chi ci si incontri, tuttavia, per alcuni telefoni è necessario inserire la carta di credito, per altri la geolocalizzazione. Non è chiaro ai più come mai si dovrebbero fornire questi dati o se quanto dichiarato sopra, ovvero che l’app non traccia i propri spostamenti, sia reale al 100%.

Mentre Facebook e app come FaceApp chiedono qualsiasi tipologia di dati personali, email e numero di telefono compresi, Immuni non richiede un tracciamento costante dell’utente, ma è sicuramente motivo di preoccupazione in quanto determina conseguenze molto diverse sulla nostra vita rispetto a chi scarica una app per diletto. Chi riceve un alert, ovvero a chi viene notificato il rischio di contagio, deve sapere che le norme prevedono nella migliore ipotesi l’auto-isolamento preventivo e la necessità di comunicare a tutte le persone con cui si è stati a contatto della possibilità di essere infetti. Chi riceve l’alert deve essere messo in quarantena e che può essere chiamato a rispondere nel caso in cui lo ignori.

Si rischierebbe di finire nel vortice dell’attesa del tampone, della ricerca del suddetto, della trafila che oggi molti italiani stanno vivendo. Ad oggi l’app è stata scaricata da 2,7 milioni di italiani, un numero ancora troppo esiguo dato che in Italia vi sono 43 milioni di smartphone e 60 milioni di persone. Difatti, l’Università di Oxford ritiene necessario arrivare almeno al 50 per cento degli abitanti, come in Norvegia con l’app SmitteStop che ha avuto grande successo ed equivalenti polemiche, quindi mancherebbero circa 30 milioni di download per avere una reale efficacia dell’app.

Noi di Mast non sappiamo se l’app Immuni possa essere realmente utile o meno, quello di cui siamo certi è che non è ancora arrivato il momento di abbassare la guardia. L’utilizzo delle mascherine rimane obbligatorio anche all’aperto in alcune regioni Italiane ed è obbligatorio in tutti i negozi, pub, bar e ristoranti a meno che non si sia fermi al proprio tavolo. Insieme a RENTACS, grazie al metodo NO TOUCH, cerchiamo di rendere più sicuri gli ambienti in cui vivete quotidianamente: alberghi, supermercati, studi medici, ospedali, uffici pubblici e privati, prevenendo che il virus ritorni dove è già stato debellato.

Il metodo NO TOUCH, è uno dei metodi più innovativi presenti sul mercato, grazie al quale nulla di quanto presente nella stanza verrà danneggiato e ogni superficie presente  sarà sanificata in maniera certificata. Questo servizio è garantito, rapido e senza rischi, uno dei più utilizzati attualmente dai nostri clienti. Tramite la nebulizzazione di acqua unita a del biocida disinfettante a base di perossido di idrogeno stabilizzato e atomizzato nell’ambiente in micro particelle, ogni angolo e oggetto della stanza verrà sanificato senza essere danneggiato.

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